Biografia

Mario Galvagni nasce a Milano l’11 luglio 1928.

Mario Galvagni, ottobre 1930

È figlio dei milanesi Giuseppe Galvagni e Maddalena Campana, fratello maggiore di Sergio. Il fratello del nonno paterno, Ugo Galvagni, è pittore ritrattista di famiglie aristocratiche in Inghilterra, Stati Uniti ed Egitto. La nonna materna Adele è sarta, il nonno materno, Valentino Campana, è maestro orafo a Milano. Da loro apprende l’importanza della tecnica, della manualità e della passione artigiana.

Famiglia Galvagni, anni Quaranta.
Da sinistra: Sergio, Maddalena, Giuseppe e Mario

Famiglia Galvagni, anni Cinquanta.
In primo piano: Giuseppe, Mario e Sergio. Sullo sfondo: Maddalena

Dal 1939 al 1942 Galvagni frequenta la Scuola del Libro presso l’Umanitaria di Milano dove ha come insegnante Atanasio Soldati. Dal 1942 al 1946 frequenta il Liceo artistico di Brera, insegnante di storia dell’arte è Guido Ballo. Nel 1952 si diploma in pittura all’Accademia di Brera sotto la guida di Carlo Carrà, Aldo Carpi e Vittorio Vittorini. Compagni di studio sono Roberto Crippa, Gianni Dova, Enrico Baj e Dario Fo.

Mario Galvagni, primo da sinistra, e i compagni di corso all’Accademia di Brera. Milano, dicembre 1944

Contemporaneamente all’Accademia frequenta il Politecnico di Milano dove ottiene la laurea in architettura nel 1953. Qui conosce Gae Aulenti, Gianfranco Frattini, Fredi Drugman e Vittorio Gregotti.

Estratto da Domus, n. 307, giugno 1955

Lo spazio delle interazioni tra e intorno agli oggetti materiali è il tema centrale di tutta la sua futura produzione, che attraverserà la pittura/scultura, l’architettura/design e la fisica. Secondo Galvagni queste discipline infatti:

“sono da sempre attinenti alla rappresentazione e alle interconnessioni dello spazio tra le oggettualità, tramite delle condensazioni di energia. Dal punto di vista della Pittura, sono le rappresentazioni delle oggettualità locali della quotidianità. Nell’Architettura queste condensazioni di energia raffigurano delle percorribilità percettive interattive con i nostri spazi abitativi. Nella Fisica Teorica sono le origini delle energie-oggettuali locali, fluttuanti nello spazio-tempo.”

(Mario Galvagni, Biografia scientifica, 2010)

Pittura e scultura

Martina canta, 1964, olio su tela, 70x80 cm

Ecologia formale di capelli, 1970, con Maria Cristina Galvagni, primi anni Ottanta

Dopo un primo periodo dedicato all’analisi dello spazio pittorico di Piero della Francesca, Leonardo Da Vinci, Rembrandt e Van Dyck, e a seguito di soggiorni ad Assisi e in Grecia, Galvagni identifica la problematica del vuoto come tema di primario interesse. Lo affronterà mediante la definizione di diverse possibilità figurative: le “espansioni formali”, le “pressioni formali” e le “particelle liriche”, che daranno titolo alle fasi pittoriche da inizio anni Cinquanta a fine Ottanta.

Mario Galvagni nello studio di Corsico (MI) mentre lavora al dipinto La raccolta dei campioni di terra, 750x350 cm, anni Ottanta

Nel 1952, il suo Autoritratto con cappello rosso viene selezionato ed esposto alla Galleria del Naviglio di Milano, il cui promotore, Carlo Cardazzo, farà parte di quella comunità di artisti che si andava formando a Calice Ligure e che Galvagni frequenterà assiduamente.

La comunità di artisti di Calice Ligure alla Galleria Il Punto, 1969. Da sinistra: Fernando De Fillippi, Meri Nangeroni, Emilio Scanavino, Fabio Nangeroni, Mario Galvagni, [n.i.], Corina Steinrisser, Miro e Paola Cusumano, [n.i.], Remo Pastori

Negli anni espone il suo lavoro sia in mostre personali (a Milano: Galleria del Sole 1955, libreria il Salto 1966, Galleria Cadario 1966 e 1971, Galleria Solaria 1968/72, Rassegna S.Fedele 1971) che collettive (a Calice Ligure: Galleria Il Punto 1969; a Milano: Milano 70/70 al Museo Poldi Pezzoli).

Emilio Scanavino, Corina Steinrisser e Mario Galvagni, Calice Ligure, fine anni Sessanta

Nel 1978 partecipa alla 48esima Biennale di Venezia nell’ambito della rassegna “Topologia e Morfogenesi, Utopia e crisi dell’antinatura” invitato da Lara Vinca Masini.

Dallo studio di Corsico (MI) alla Biennale di Venezia con Lara Vinca Masini, 1978

Tornerà a Venezia per la Biennale “Arte e Scienza” del 1986 nella sezione “l’Alchimista: artista, filosofo e poeta” su invito di Arturo Schwarz.

Mario Galvagni a Venezia, 1978

Del 1985 è la sua mostra antologica di pittura e scultura alla Galleria Civica di Arte Moderna di Gallarate.

Dagli anni Novanta in poi l’argomento estetico principale diventa l’attenzione alla luce, protagonista delle fasi pittoriche denominate “bande luminose”, “ritratti”, “blocchi luminosi”, “pitture omotope”e i “viaggi interattivi”.

Serie Sospensioni spaziali, 1970

Architettura e design

Nel 1953 Galvagni progetta la sua prima architettura, Casa Aristide Silva, realizzata a Caldonazzo (TN) e terminata nel 1954.

Corina Steinrisser a Casa Aristide Silva, Caldonazzo (TN), 1954

Mario Galvagni a Casa Aristide Silva, Caldonazzo (TN), 1954

Nel 1954 compie un periodo di apprendistato presso lo Studio Ponti Fornaroli Rosselli a Milano in via Dezza. Nello stesso anno partecipa alla X Triennale insieme a Paolo Antonio Chessa con il progetto della Casa Trasparente, per la quale disegna anche gli interni di produzione Cassina, come il “tavolo dagli sgabelli appesi”. Nella Casa compaiono i tessuti disegnati dall’artista engadinese Corina Steinrisser, sua collega già nello Studio PFR, che sposerà nel 1959.

Casa Trasparente, X Triennale, Milano 1954

Sempre del 1954 è la costruzione del trampolino per tuffi al lido di Gozzano, sul Lago d’Orta, unica realizzazione di un più esteso insieme di progetti pensati per Arona e Gozzano a partire dal 1948.

Nel 1954 Galvagni vince il concorso indetto dall’imprenditore Pierino Tizzoni per la progettazione ex-novo della località ligure di Torre del Mare a Bergeggi, alla quale si dedicherà fino ai primi anni Sessanta. Con i suoi 37 edifici costruiti, l’accurato studio del loro inserimento nel paesaggio, dello spazio aperto che li collega, e delle infrastrutture generali, Torre del Mare rimarrà uno dei suoi progetti più ampi ed articolati, in cui avrà modo di sperimentare la propria idea di inserimento nel contesto sia naturale che antropico.

Torre del Mare, metà anni Cinquanta

Torre del Mare, metà anni Cinquanta

Maddalena Campana a Torre del Mare, anni Sessanta

Del periodo tra gli anni Sessanta e Ottanta sono la maggior parte dei suoi edifici realizzati, localizzati principalmente nel Nord Italia. Tra gli interventi più importanti: il Complesso del Giomein a Cervinia, Casa Beretta a Brusson (AO) e la serie di ville per famiglie di industriali a Inveruno (MI).

Mario Galvagni davanti al Complesso del Giomein, Cervinia (AO), anni Settanta

Giuseppe Galvagni e Maddalena Campana davanti al Complesso del Giomein, Cervinia (AO), anni Settanta

Progetto di Casa Angelo Belloli, Inveruno (MI), metà anni Sessanta

A partire dagli anni Settanta affronta il tema della prefabbricazione attraverso l’ideazione ed il brevetto del sistema prefabbricato Uniquarto, che utilizzerà in diverse sue architetture, come il Residence Cristallo realizzato a Cervinia tra il 1971 e il 1982.

Stoccaggio moduli del sistema prefabbricato tridimensionale Uniquarto, Cervinia (AO), 1976

Nel corso della sua carriera Galvagni partecipa a numerosi concorsi tra cui il Piano per la Città di Tunisi (1960) e il concorso ANIACAP-INARCH per tipologie edilizie residenziali con l’ideazione dell’Unità Abitativa Pulsante (1973), il Quartiere-Cantiere delle Halles di Parigi (1979), il Landmark di Melbourne (1979), il Parc de la Villette di Parigi (1982).

Modellino del progetto per il Quartiere-Cantiere delle Halles di Parigi, 1979

Schizzi del progetto per il Piano urbanistico del centro di Tunisi, 1960

Con il proseguire degli anni, le sue realizzazioni riguardano una scala più ridotta: affronta estesamente il tema delle ludoteche e si dedica a numerose ristrutturazioni di interni e progetti di paesaggio, fra cui la realizzazione del lungomare di Senigallia (1988–2001). Tra la fine degli anni Ottanta e inizio Duemila disegna gioielli da realizzarsi per diverse mostre nazionali e internazionali. Del 1998 sono i prototipi della sedia e tavolino Linea & punto e Spazio & punto disegnati per Citterio.

Prototipi sedia Linea & punto e tavolino Spazio & punto per Citterio, 1998, foto ©Dino Sala

Non abbandona però la dimensione più sperimentale nei suoi progetti di architettura, come dimostrano le Isole Polifunzionali per la Metropoli della Provincia (1993) e le Architetture Nascenti per la Città della Musica (1999) a Milano, il concorso per il Nuovo Museo del Cairo (2002) e la Casa dei Vini a Kao Yai in Thailandia (2009).

Fisica e insegnamento

È a partire dagli anni Ottanta che Galvagni espande la sua ricerca al campo della fisica teorica diventando nel 1981 socio ricercatore della SIF (Società Italiana di Fisica) e pubblicando nel 2010 Il completamento del triangolo di Puppi.

Fra il 1991 e il 2009 Galvagni tiene seminari sull’Ecologia della Forma nell’ambito dei corsi di Sociologia Urbana e Rurale alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pavia, di Sociologia Urbana e di Tecniche della Comunicazione Pubblica nella Facoltà di Architettura dell’Università di Parma, dove è docente a contratto assieme al Prof. Claudio Stroppa. Tra il 2003 e il 2010 viene più volte invitato a presentare la sua ricerca sull’Ecologia della Forma al Politecnico di Milano, alla Facoltà di Architettura di Genova, al Bangkok University International College.

Lo studio

Vista dello studio di Corsico (MI) con il gatto Magia, primi anni Ottanta

Lo studio di Galvagni ha avuto diverse sedi nel corso della sua attività professionale. Il primo indirizzo è a Milano in viale Coni Zugna. Nel 1959 si sposta in via Bissolati nella abitazione-studio in cui vivrà stabilmente. Successivamente, tra il 1973 e il 1976 lo studio si sposta in via Romussi. Nel 1976 Galvagni trasferisce le attività a Corsico in via Benedetto Croce, all’interno della sede della società Uniquarto. Parallelamente, fra il 1982 e il 2004, allestirà in via Marinetti a Milano la parte di studio dedicata al disegno informatizzato, mantenendo nell’hinterland milanese la sede del laboratorio pittorico e di scultura. Nel 1995 sposta le attività di Corsico a Gallarate, in via San Michele al Carso, dove rimarrà fino al 2012, anno in cui tornerà a lavorare a Milano, in via Bissolati. Pur mantenendo la sua sede principale nel milanese, rimane sempre forte il legame di Galvagni con la Liguria, dove, nel 1969, inizia la progettazione della sua casa-studio a Carbuta, frazione di Calice Ligure, dove alterna lavoro e soggiorni di vacanza.

Studio di Corsico (MI), anni Ottanta

Casa-studio di Carbuta (SV), anni Settanta

Numerose sono le sigle con cui di volta in volta Galvagni definisce le attività del suo studio. Nel 1966 fonda l’ufficio di progettazione e ricerche dimensionali “D”, nel 1972 la Comunità di ricerca sull’habitat che chiama C.R.HA, nel 1997 fonda il C.R.A.P.F. (Centro Ricerche Architettura Pittura Fisica).

Mario Galvagni nello studio di Milano in via Romussi, anni Settanta

Lo studio vede negli anni l’alternarsi di numerosi professionisti tra disegnatori, ingegneri e modellisti, tra i quali: Edy Toscano, Giovanni Bruni, Nino Termignone, Ezio Tognocchi, Giorgio Binelli, Carlo Fontana, Thalia Isticopulo, Sergio Guastalla, Aurelio Eremita, Emilio Guerri, Sharam Anvari, Eugenio Baldini, Paolo Manfrinato, Margherita Abbo, Michele Calzavara, Alberto Scarzella, Consuelo Belloli, Maurizio Garavaglia, Aronne Gregorini, Alon Porat.

Collaboratori dello studio di architettura di Mario Galvagni, Corsico (MI), anni Ottanta

L’unica presenza costante nel tempo è quella dell’architetta Gloria Abbo, sua collaboratrice dal 1968 come responsabile della stesura grafica e dello sviluppo dei numerosi progetti dello studio. Sono firmati da Gloria Abbo i documenti di Elenco opere e Bibliografia di Galvagni ad oggi più completi.

Arch. Gloria Abbo, anni Ottanta

Mario Galvagni muore a Milano il 7 aprile 2020.

Bibliografia

La bibliografia relativa all’opera di Galvagni si compone di testimonianze numerose ma frammentate, spesso di non immediata reperibilità.

I primi lavori di Galvagni sono stati documentati, a partire dal 1954, da diverse riviste di settore sia italiane che internazionali, queste ultime interessate specialmente all’intervento di carattere balneare che si stava realizzando a Torre del Mare, Bergeggi (SV) fra il 1954 e il 1962. Nel 1965 partecipa alla Prima Triennale Itinerante d’Architettura Italiana Contemporanea, a cura di Marco Dezzi Bardeschi e Lara Vinca Masini, la quale si interesserà all’opera di Galvagni con frequenza anche in futuro. Sempre di Vinca Masini è la curatela della sezione italiana della 38. Esposizione Internazionale d’Arte (Venezia 1978) in cui Galvagni viene nuovamente incluso. Nel 1966 Ester McCoy presenta la ricerca di Galvagni sulla Città Continua all’interno della mostra 10 Italian Architects al LACMA di Los Angeles. Nello stesso anno esce Opere d’architettura, edito da Bruno Alfieri, in cui Galvagni propone un suo manifesto teorico, anticipato dalla pubblicazione di alcuni suoi lavori sugli annuali “Lotus” del 1965–66 e del 1966–67. Nel 1993 viene pubblicato da Bruno Zevi su “L’architettura: cronache e storia”, con un itinerario di opere selezionate. Nel 2004 auto-pubblica sul suo blog Poetica della Complessità. Breviario del fare architettura, con una modalità che utilizzerà anche di seguito per la pubblicazione di diverse dispense e video-diari pittorici. Il materiale prodotto per Poetica della Complessità confluirà poi nel 2006 nel volume Mario Galvagni. La ricerca silente, di Lara Vinca Masini, per la collana Storie d’Architettura curata da Paolo Ferrara e Sandro Lazier.

La bibliografia completa dal 1954 al 2010 è curata dalla collaboratrice storica Gloria Abbo.

Mentre si riportano di seguito i progetti successivi al 2010 in cui viene citata l’opera di Mario Galvagni (lista in aggiornamento):

Emanuele Piccardo (regia di), La casa di Mario, 2011, 16’12”, produzione Plug_in

Marco Ciarlo (a cura di), Guida al parco architettonico di Torre del Mare. Opere di Mario Galvagni 1954/1960, Libria, 2012, con interventi di Brunetto de Battè, Andrea Canziani, Mario Galvagni

Adam Štěch, “At Home with Mario Galvagni” in Okolo Liguria, Matěj Činčera, 2012, pp. 38-45

Adam Štěch, “Torre del Organic” in Okolo Liguria, Matěj Činčera, 2012, pp. 46-59

Martin Feiersinger, Werner Feiersinger, Italomodern 2. Architecture in Northern Italy 1946–1976, Park Books, 2014

Giovanna Franco, Stefano Francesco Musso (a cura di), Architetture in Liguria dopo il 1945, De Ferrari editore, 2016

Emanuele Piccardo (a cura di), Visionary Thinkers, Plug_in, 2017, pp. 44-53

Adam Štěch, Modern Architecture and Interiors, Prestel, 2020, p. 259

Alessandro Benetti, “L’architettura di Mario Galvagni oltre la retorica del genio incompreso” su Domus.it, aprile 2020

Emanuele Piccardo, “Mario Galvagni. Architetto radicale” su Abitare.it, giugno 2020 

Federico Scaroni, “Mario Galvagni e Torre del Mare. Un’avventura interrotta” in Il tesoro delle città. Strenna 2020, Steinhäuser Verlag, 2020, pp. 196-211

Luigi Prestinenza Puglisi, Architetti d’Italia, luca sossella editore, 2022, pp. 337-340

Francesca Olivieri, “Casa Farioli”, “Casa Campanini”, “Casa Musicco”, “Casa Reale” su TuttoBergeggi periodico di informazione e costume, numeri 1, 2, 3 del 2023

Marina Collaci, Reinhold Jaretzky (regia di), Des rêves de vacances en béton Italie, 2024, 25’57”, produzione Zauberbergfilm Berlin

Giuseppe Galbiati, “Case-vacanza d’autore: il Parco Architettonico di Torre del Mare di Mario Galvagni” su Artribune.it, agosto 2024

Francesca Olivieri, “Gestalt Ecology – Mario Galvagni's work on the promontory of Torre del Mare” in Modern Architectural Heritage of the Mediterranean: Common Grounds – Parallel Stories International Conference, Chania, Creta, ottobre 2024

Elisa Di Nofa, Francesco Paleari (a cura di), Templi per lombardi laboriosi. Architetture di Mario Galvagni a Inveruno, Humboldt Books, 2024, con fotografie di Allegra Martin e Francesco Paleari, con testi di Emmanuela Carbé, Paolo Colagrande, Francesca Olivieri

Fabiola Giancotti, Il tempo dell’accadimento, ebook, Il Club di Milano, 2024

Francesca Olivieri, Emanuele Piccardo, Sperimentazioni, podcast, 2024, 30’40”, produzione Plug_in

Giovanni Comoglio, “In Liguria una casa ‘con le orecchie’ ascolta il paesaggio: l’ha disegnata Mario Galvagni” su Domus.it, agosto 2025

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